SCUOLA E LAVORO

Quando la formazione è "complementare"
Jan 28, 2022

In questa newsletter vi raccontiamo alcune esperienza di studenti ed ex studenti di scuola Cova: chi è ancora "in corsa" per conseguire il suo diploma e chi un diploma ce l'ha già e ora lavora... o ha deciso di proseguire la sua formazione. Ma non facciamo spoiler: buona lettura!

Lisa e Alessandro, due ex studenti di scuola Cova, sono tornati in corso Vercelli e ci hanno raccontato cosa è successo dopo aver terminato il loro percorso di formazione con noi ed essere usciti dai “cancelli blu”.

Qui una breve estratto della chiacchierata che abbiamo scambiato con loro. La prima è Lisa Guareschi, di Milano, ora studentessa del corso di Design del prodotto all’Istituto Europeo di Design (IED).

«Sono entrata per la prima volta in Scuola Cova nel 2015 e ho conseguito poi il diploma all’Istituto Meroni. Dopo, mi sono iscritta allo IED dove ho vinto la borsa di studio per 2 anni di fila, borsa che mi sta aiutando a continuare gli studi e completare la mia formazione.

Quello che ricordo con piacere di scuola Cova è l’attenzione che i professori danno a ciascuno studente: sono attenti al tuo percorso e a come lo vivi. Sono in grado di motivarti e trasmetterti la loro passione per le discipline che insegnano.

Affrontare questo percorso di studi è stata una delle migliori scelte che io abbia preso: mi è stato trasmesso l’amore per la progettazione, che mi ha permesso di entrare in una realtà, quella dello IED, che sta completando il mio percorso di formazione e che non vedo l’ora di trasformare in una professione.»

Alessandro, classe 2000, vive a Bubbiano e, proprio come Lisa, dopo il diploma professionale in scuola Cova, ha proseguito la sua formazione all’Istituto Meroni per tornare in scuola Cova come studenti del corso post diploma IFTS nell’anno 2020/2021. Ora ha firmato un contratto di lavoro a tempo indeterminato e lavora al Centro Mobili della Brianza.

«Prima di entrare in scuola Cova avevo appena affrontato un periodo molto buio della mia vita e avevo perso la voglia di studiare, però mi sono convinto a investire la poca voglia che mi era rimasta in questa scuola.

Grazie ai professori, alla struttura e all’organizzazione sono riuscito a superare il mio problema, anche se con tanta fatica. Quello che ho imparato è di scomporre i problemi in piccole parti per risolverlo poi tutto, pian piano. Così facendo mi è ritornata la voglia di studiare e imparare, di rimettermi in gioco e sfruttare tutte le opportunità che mi si sono presentate.

Scuola Cova non mi ha preparato solo dal punto di vista professionale ma ho imparato anche a lavorare in gruppo, a relazionarmi e a confrontarmi con le persone, superando la timidezza che ho per carattere. Anche in questo la Cova è stata una Scuola importante.  Questo è stato soprattutto un merito del corso IFTS: queste skill sono state importanti per me per entrare nel mondo del lavoro visto che mi occupo proprio di risolvere i “problemi” alle persone e andare incontro alle loro esigenze di progettazione»

Fondamentale e importante nel loro percorso di formazione, concordano Lisa e Alessandro, è stata l’esperienza di stage: una esperienza qualificante che dà valore al percorso professionalizzante degli studenti, permettendo di “mettere in campo” quelle competenze tecniche apprese in aula.

L’esperienza di stage è anche una piccola sfida degli studenti con il primo approccio al mondo del lavoro ma anche con loro stessi: diventa infatti un’occasione per prendere le misure con la loro motivazione e il loro interesse per il settore professionale in cui si stanno formando. Il valore aggiunto dell’esperienza permette così di “personalizzare” il percorso di formazione perché ciascun studente ha la possibilità di portare a sviluppo, e far maturare, il talento.

Occorre cambiare la prospettiva: l’esperienza del lavoro non è una alternativa allo studio e alla cultura, ma anzi, ne è complementare: possono (e devono) procedere in parallelo. Il lavoro non è un piano B, ma una forma di cultura pratica – non solo teorica e intellettuale. È il cuore dell’apprendimento per competenze (ma di questo, parleremo in maniera più approfondita in un altro momento).


L’ “andare a bottega”, come si diceva allora, è una via qualificante ed esiste ancora oggi, con un nome diverso: ce lo ha raccontato anche Matilde Picetti, studentessa dell’ultimo anno, che conseguirà il suo diploma “in apprendistato” (di 1° livello).